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I DAZI DI TRUMP SI AVVICINANO: ZAIA HA MANIFESTATO AL GOVERNO LA CONTRARIETÀ DEL VENETO, DANDO CORSO AL MIO ORDINE DEL GIORNO APPROVATO DAL CONSIGLIO UNANIME?

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Venezia, 2 aprile 2025 – Era poco più di un mese fa, il 26 febbraio, quando il Consiglio regionale del Veneto con voto unanime approvò un ordine del giorno, depositato dalla capogruppo del MoVimento 5 Stelle Erika Baldin, che impegnava la giunta Zaia a esprimere netto dissenso alla nuova politica americana dei dazi, voluta dall’amministrazione Trump. Nelle prossime ore tali pesanti penalizzazioni dell’economia europea diventeranno effettive, a partire dal settore automobilistico.

«Mi chiedo -commenta la consigliera Baldin- se l’esecutivo regionale e il suo presidente abbiano poi dato corso a quanto approvato dal Consiglio, manifestando la propria contrarietà nelle sedi opportune ovvero al governo nazionale. Ricordo che tutti i gruppi consiliari, compresi quelli della maggioranza di centrodestra, hanno dato questo indirizzo alla Giunta, consapevoli dei gravissimi danni che i dazi di Trump stanno per sferrare al sistema produttivo del Veneto, e in particolare alle eccellenze enogastronomiche già sotto attacco delle contraffazioni. Le ricerche di Unioncamere Veneto dicono infatti che sono circa 7500 le aziende venete a fondare principalmente il proprio benessere nell’esportazione dei beni verso gli Stati Uniti, e con i dazi esse contrarrebbero le loro vendite almeno del 25%».

L’ordine del giorno avanzato dall’esponente del M5S afferiva alla legge allora in discussione, relativa all’attrazione di capitali dall’esterno: «Sarà veramente difficile che questa legge ottenga il suo scopo -conclude Erika Baldin- se poi esportare oltreoceano diventerà improbo. Oltre a cercare di aprirsi a mercati differenti, occorre che le istituzioni venete facciano sentire oggi stesso la propria voce al governo Meloni, dal momento che il volume d’affari che rischia di andare in fumo per le imprese venete ammonta addirittura a sette miliardi di euro. Chissà se se ne rende conto chi, inneggiando alla libertà d’impresa, aveva applaudito e ancora gioisce della vittoria di Trump e delle destre internazionali, pur facendo il male di quelle stesse aziende in pericolo di chiusura, nonché delle lavoratrici e dei lavoratori che nelle prossime settimane potrebbero concretamente perdere il posto di lavoro».

erika baldin

The author erika baldin

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