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PRESENTERÒ UNA RISOLUZIONE AL CONSIGLIO REGIONALE PER DIRE NO AL PIANO RE-ARM EU, SÌ AI NEGOZIATI DIPLOMATICI: L’ECONOMIA VENETA NON HA BISOGNO DEL RIARMO, ZAIA LO SA

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Venezia, 14 marzo 2025 – Il piano ReArm EU sarà discusso anche dal Consiglio regionale del Veneto. La capogruppo del MoVimento 5 Stelle, Erika Baldin, depositerà una risoluzione che intende mobilitare l’aula attorno ai temi fondamentali della sicurezza europea e nazionale: «Personalmente e politicamente -spiega la consigliera- trovo sbagliata e inadeguata la campagna, annunciata dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, per il riarmo degli eserciti nazionali che comporta ulteriori indebitamenti per 800 miliardi. E trattandosi di una decisione importante, che impatterà le vite quotidiane delle cittadine e dei cittadini europei, è opportuno che anche chi rappresenta l’elettorato veneto si esprima in materia».
Il testo della risoluzione è stato intanto inoltrato a tutte le consigliere e i consiglieri regionali, onde ottenere la loro sottoscrizione.

Baldin approfondisce: «In epoca di recessione, di continui tagli alle politiche sociali e aumenti spropositati della spesa per le utenze private e industriali, specialmente riguardo il gas, è una follia anche solo pensare di dirottare risorse all’acquisto di missili, bombe, aerei militari e sofisticati sistemi di cyber difesa. Il recente smarcamento di Trump dal solco dell’alleanza atlantica, e la persistente minaccia russa non possono distogliere dal primo obiettivo, ovvero il cessate il fuoco in Ucraina, sotto l’egida delle Nazioni Unite: a questo dovrebbe servire la diplomazia europea, non certo a spendere i Fondi di Sviluppo e Coesione nelle commesse alle industrie di armi».

L’esponente del M5S auspica la ripresa di negoziati che riconoscano la sovranità ucraina e l’autonomia per le minoranze russofone: «Lo scopo di questa risoluzione è impegnare appunto il governo centrale ad usare la propria autorevolezza per ottenere il cessate il fuoco, quale obiettivo più vicino e primario. Ricordo che il progetto della von der Leyen ha spaccato trasversalmente le coalizioni e le singole forze politiche nel Parlamento europeo, ma non il MoVimento, da sempre convintamente contrario al riarmo. Piuttosto ho letto che il presidente Zaia, già obiettore di coscienza, ha più volte espresso nelle occasioni pubbliche un punto di vista diffuso tra le cittadine e i cittadini veneti: no alla guerra, sì alla diplomazia. Gli chiedo quindi di tenere fede a tale assunto».

Anche perché la stessa economia della regione ha pesantemente risentito degli effetti dell’invasione russa, sotto molti aspetti: «Ad esempio, le esportazioni di merci verso la Federazione Russa, dal momento che il Veneto era tra i primi cinque esportatori in quel mercato. Inoltre -conclude Erika Baldin- la perdita del flusso turistico dalla Russia, particolarmente evidente a Venezia, nelle città d’arte, lungo il litorale e nelle località di montagna. Poi il doveroso impegno all’accoglienza e all’ospitalità nei confronti di un elevato numero di donne e di bambini rifugiati dai territori invasi. Ma soprattutto, come la popolazione sa bene, le bollette schizzate alle stelle. Anche per questo manifesteremo il 5 aprile a Roma, e invito la cittadinanza a partecipare».

erika baldin

The author erika baldin

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