Venezia, 31 marzo 2025 – La Regione dimentica Punta Gorzone. All’attenzione del Consiglio, infatti, martedì 1° aprile arriverà il programma triennale dei lavori pubblici, con molto spazio per le opere di contrasto al dissesto idrogeologico: ma in tale quadro l’intervento previsto per mettere in sicurezza la piccola comunità che vive alla confluenza tra Gorzone, Brenta e Bacchiglione è stato rinviato di almeno un anno. «Non solo lo stanziamento diventerebbe effettivo nel 2027 -esordisce Erika Baldin, capogruppo del MoVimento 5 Stelle- ma nelle intenzioni della giunta Zaia esso viene drasticamente ridotto. Se il progetto iniziale dell’ex Magistrato alle Acque contemplava investimenti per tre milioni di euro, ora la riserva di cassa accantonata vale poco più di un decimo di tale cifra, ovvero 350mila euro. Una decisione inaccettabile, soprattutto per le persone residenti che ogni volta subiscono le conseguenze delle grandi calamità meteorologiche».
La consigliera ha in argomento depositato un ordine del giorno e un emendamento alla stessa delibera amministrativa: «Attraverso il primo di questi due strumenti -spiega Baldin- invito la Giunta ad attivarsi in tutte le sedi istituzionali, nazionali ed europee, per progettare un piano organico del rischio di alluvioni nella zona meridionale della laguna, che comprende anche Punta Gorzone, nonché ad individuare fin d’ora i canali di finanziamento per completarne la risistemazione idraulica». L’emendamento invece chiede che la quota assegnata venga riequilibrata a un milione di euro, e soprattutto anticipata all’attuale sessione di bilancio.
«È molto importante -prosegue l’esponente del M5S- che il Consiglio prenda atto dell’urgenza di intervenire non già con rattoppi spot, bensì dotandosi di un vero e proprio piano generale contro gli esiti delle pesanti avversità atmosferiche, alle quali ci ha purtroppo abituato l’avanzare dei cambiamenti climatici». Questo soprattutto tenendo conto dell’insufficienza della programmazione da parte della Direzione Difesa del Suolo, che ha ulteriormente ridotto di 500mila euro le previsioni relative all’azione nell’area golenale in questione: «Essa senz’altro è utile -conclude Erika Baldin- ma è stata classificata solo quale priorità “minima”, il che ne fa sia scendere l’importo a disposizione, sia allungare i tempi di realizzazione. Lo spiegassero a chi abita a Punta Gorzone e va perennemente sott’acqua, che fare qualcosa per la loro sicurezza non sarebbe poi così urgente, senza farle sentire cittadine e cittadini di serie B nella narrazione del Veneto dove “tutto va bene”».